Come funziona il calcolo
Durante la notte il sonno attraversa più cicli: fasi di sonno leggero, profondo e REM che si ripetono. Il calcolatore usa la stima più diffusa, circa 90 minuti per ciclo, e aggiunge il tempo che impieghi ad addormentarti. L'idea è che svegliarsi alla fine di un ciclo, invece che nel mezzo del sonno profondo, renda il risveglio meno pesante.
Le righe evidenziate in verde corrispondono ad almeno 7 ore di sonno, la quantità minima raccomandata per gli adulti dalle principali società scientifiche del sonno.
I limiti del modello dei 90 minuti
Il calcolatore è utile per orientarsi, ma ha limiti che è giusto conoscere:
- I cicli non durano tutti 90 minuti. In genere durano tra 70 e 120 minuti: il primo ciclo della notte è spesso più breve, e la durata varia da persona a persona e anche nella stessa notte, quindi una previsione al minuto non è possibile.
- La struttura della notte cambia. Nella prima parte prevale il sonno profondo, verso il mattino aumenta il REM.
- Conta di più la quantità totale e la regolarità. Dormire abbastanza e a orari costanti ha un effetto molto più solido che "centrare" la fine di un ciclo.
Per questo ti consigliamo di usare il risultato come punto di partenza e di osservare come ti senti per qualche settimana. Per capire perché l'orario conta, leggi la nostra guida al ritmo circadiano.
Se dormi abbastanza ma ti svegli spesso stanco, russi molto o hai sonnolenza durante il giorno, parlane con il medico: un calcolatore non può individuare un disturbo del sonno.
Le fonti di questa pagina sono raccolte nella pagina Fonti.